By / 23rd agosto, 2015 / Lo Stazzo / Off

 

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I nostri ospiti sentono parlare spesso dell’Abba Maistra come di uno “stazzo gallurese”.

Il nome di “statio” compare in epoca romana nel “De Rerum Natura” di Tito Lucrezio Caro (94-50 a.C.). In origine indicava un luogo di riposo e raccolta del bestiame.

Nel basso impero molti signori per sfuggire alla crisi e alla turbolenza delle città si rifugiavano in questo piccolo regno patriarcale che aveva al centro la famiglia.

In epoche più recenti, se volessimo datare gli edifici più antichi presenti nel nostro stazzo, non potremmo andare più indietro del’600.

Se in origine lo stazzo possedeva un’economia chiusa,  tra l’800 e il 900 si aprì ai commerci.

La capacità produttiva e commerciale e la serenità del lavoro privo di tensioni sociali furono i cardini del successo di questo modello che proseguì con l’apertura verso il mondo cittadino attraverso un interscambio economico e culturale che si è fatto via via più fitto.

Il fascino dello stazzo conquistò anche Giuseppe Garibaldi che a Caprera impostò una vita secondo il modello del proprietario-pastore gallurese praticando anche l’apicoltura.

Noi in questa terra abbiamo trovato una sintesi dei valori della civiltà pastorale gallurese fatti di solidarietà, ospitalità, rispetto per la persona, di cui andiamo orgogliosi, soprattutto quando riusciamo a condividerli con i nostri ospiti.